Dom Abade Joaquim Zamith , OSB.

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A Atualização do tema da Aliança na Liturgia . Michele Tericani

Michele Taricani, osb

Attualizzazione del tema della “Alleanza” nella Liturgia” in Mariano Magrassi,osb e collaboratori. “L’”oggi” della Parola di Dio nella Liturgia. Quaderni di Rivista Liturgica n.10, Elle Di Ci, Torino-Leumann, Asti, 1969, p.148-176

 

I. Alleanza di Dio con gli uomini

148    “Camminerò in mezzo a voi e sarò il vostro Dio, e voi sarete il mio popolo. Io sono il Signore Dio vostro...” (Lv 26,12-13). L’idea base dell’Alleanza é una comunione di vita alla quale Dio, autore principale, vuol condurre l’uomo. Questo concetto, domina già il pensiero religioso vetero-testamentario, si approfondisce sempre più attraverso le tappe della storia della salvezza, avvicinandosi al tempo messianico. Con l’avvento di Cristo raggiunge la sua pienezza. Dopo di lui, sotto forma “sacramentale”, continua nella Liturgia della Chiesa, nell’attesa della “pienezza dei tempi” in cui si manifesterà in tutta la comunione di vita tra Dio e gli uomini.

Nell´evoluzione storica l´Alleanza, prima di essere espressa per mezzo di formule giuridiche, fu sperimentata come una realtà vissuta. Prima di essere conosciuta come un rapporto tra Dio e l´uomo, l´Alleanza (Berith) è stata un fatto sociale tra gli uomini.

a) Alleanze umane.

 

150    b) L’Alleanza nel disegno di Dio

L’elemento sensazionale, sconvolgente, religiosamente nuovo della rivelazione è in gran parte constituito dall’alleanza, ossia dall’incontro fra Dio e l’uomo in un rapporto non dato una volta per tutte ed univoco, ma misericordiosamente attuale e reciproco.

151    L’Alleanza di Dio con Abramo porta già in sé un carattere indissolubile, completamente soprannaturale. In questo nuovo rapporto Dio utilizza i riti e il vocabolario tradizionale, dando ad essi una nuova dimensione, quella dell’eternità. Non si tratta più di un contratto bilaterale o di un semplice contratto sociale, e neppure di un impegno in vista di reciproci sevizi. L’alleanza con Dio è anzitutto un dono, un amore, una grazia; e Abramo l’accolglie con fede e umile riconoscenza. Dio há voluto associarsi un uomo, sverlargli i suoi disegni, affidargli un compito nell’attuazione della sua opera di salvezza. Come segno di questa Alleanza resata la circoncisione, il segno impresso nella carne di ciascuno dei membri del popolo dell’Alleanza.

Ma l´alleanza concessa ad Abramo doveva essere ripresa e confermata il giorno in cui il popolo fosse stato capace di impegnarsi con Dio. L’iniziativa parte nuovamente da Jahvè che si rivela a Mosè e gli parla del suo piano di liberazione. Con braccio potente libera il suo popolo dalla schiavitù dell´Egitto e lo invita all Alleanza:

“Voi stessi avete veduto quanto ho fatto agli Egiziani, come vi ho portati su ali di aquila e come vi ho condotti a me. Or dunque, se voi ascolterete la mia voce e osserverete il mio patto, voi sarete mia speciale proprietà tra tutti i popoli; poiché tutta la terra é mia; ma voi siete per me un regno di sacerdoti, gente santa” (Ex 19,4-6).

In tal modo Dio fa una straordinaria promessa: lui, che è il padrone del mondo, vuol fare di questo piccolo popolo la “sua speciale proprietà”.

152    L’Allenza in questione non è evidentemente un patto tra eguali; Dio decide con libertà sovrana pur rispettando la libertà dell’uomo; non impone l’alleanza, ma la propone al libero consenso del popolo. É necesario accoglierla senza riserve e corrispondere nella fede alle promesse e alla vocazione divina.

È necessario aprirsi a questa immensa potenza che viene da Dio; essa comunicherà qualche cosa all’alleato umano perché possa attuare il piano voluto. Dio dà tutto, ma è necessario conquistare quello che dà. I doni di Dio sono tali che bisogna meritarli.

Accordando la sua Alleanza a Israele e facendogli delle promesse, Dio impone pure delle condizioni che Israele dovrà osservare. I racconti che si intrecciano nel Pentateuco forniscono parechi esempi di queste clausole che costituiscono poi la legge.

Ex 19,7; 4,22; 24,11. D’ora innanzi, il popolo vivrà nella presenza e sotto la mozione di Dio.

 

c) Teologia dell´Alleanza del Sinai.

L´istituzione di un´Alleanza permanente appare come “il fine e il coronamento della gloriosa liberazione dalla servitù egiziana”. La potenza, l´assitenza, la fedeltà di Jahvé vengono offerte in possesso permanente, sotto la condizione di una risposta nella fede nell´amore, sull´esempio di Abramo. La presenza di Dio in mezzo al suo popolo parla di amore e fedeltà, di gelosia e di protezione.

La Santità e amore nel Dio dell´Alleanza

Ci sembra che due attributi divini stiano alla base dell´Alleanza Sinaitica: il primo è l´amore fedele (hesed=grazia) e stabile (hemet=fedeltà); il secondo è formato dalla santità e dalla gelosia di Dio (qadôs e qama´= Dio santo e geloso). Lo stesso Jahvè quando consegna, la seconda volta, il decalogo a Mosè si dirà: “ricco di grazia e fedeltà”. (Ex 34,6). Data la natura dell´Alleanza, non meraviglia  quindi se Dio esigerà dal suo popolo altrettanto amore e fedeltà (Os 6,6). La teofania del Sinai à carica del senso del mistero e del sacro: Il popolo deve essere purificato prima di accostarsi al monte, prima d´incontrarsi col dio Santo. La santità di Dio deve riflettersi anche sul suo popolo, che deve realizzare così la sua appartenenza a Dio.

 

2º Il culto del popolo di Dio

Il culto è l´espressione visible della vita religiosa di un individuo o di una comunità che aspirano all´unione con Dio. La realizazzione concreta avviene sotto la guida di un rituale che ne determina il modo di attuzione: il rito unito alla parola traduce in forma concreta la relazione tra Dio e l´uomo. Il culto del popolo di Dio è l´espressione della sua totale appartenenza a Jahvé, della sua consecrazione: “regno sacerdotale”. Questo servizio non si limita a qualche cerimonia religiosa, ma si estende a tutto l´ambito della vita. L´aspetto più caratteristico di tale consacrazione a Jahvè è testimoniato dal servizio liturgico; si parla infatti di “servizio della Tenda” (Ex 30,16), del santuario (Ex 40,1ss). Questo servizio divino, particolarmente inserito nel quadro dell´Alleanza, dà al rito una dimensione più ampia; esso diventa un ricordo delle azioni di Dio nel passato, una attualizzazione nel presente per l´incontro che, atrraverso il rito, avviene con Dio. Esso acquista una proiezione nel futuro, cioè nel compimento messianico che si prolungherà nella vita ecclesiale e ragiongerà la perfezione nel tempo escatologico.

 

3º La legge del popolo di Dio

La lode di Dio celebrata nel culto si allarga ad ogni settore della vita del “popólo santo”, nell´adempimento della “Torah”. La legge, mentre sancisce le norme del culto, guida il popolo a una risposta concreta alla chiamata divina. Si crea, così, un rapporto di subditanza da parte d´Israele verso il suo Dio, che è expresso con forza singolare dalla formula “Io sono Jahvè”, spesso ricorrente nella legge (Lv 18,2).]

Perciò un primo aspetto della legge è che essa non solo è di origine divina, ma proviene dal Dio “santo e geloso” che vuole la santità  del suo popolo (Js 24,19), e punisce severamente la infedeltà  all`Alleanza (lv 26; Dt 27).

La legge però non si presenta come una norma tiranna e arbitraria, ma è un dono salvifico della bontá e dell´amore di Dio. I commandamenti sono celebrati come frutto della giustizia salvifica di Dio e perciò fonte di vita; questo spiega la profonda commozione e la gioia con cui vengono accolti (Sl 118/119).

La legge, espressione viva della relazione tra Dio e il suo popolo, si rivela come forza dinamica e quindi soggetta a un´evoluzione per subire un rimaneggiamento nella ricerca di un ideale di vita sempre più consono alla relazione tra Dio e l´uomo. Questo dinamismo, questa vitalità intima della parola di Dio, della sua “Torah”, fa sì che l´Antico Testamento abbia ancora oggi un valore normativo per la vita cristiana. In un certo senso si può dire che la pedagogia divina con la procamazione della legge del Sinai fa un grande passo in avanti. Con il regime della legge si inaugura una nuova tappa nel disegno della salvezza. Dio vuole portare il suo popolo a un livello morale tale che il Cristo si possa inserire in esso e fondare la sua Chiesa.

 

d) Dinamismo dell´Alleanza

L´Alleanza non sta solo a significare la realtà di un contratto conluso una volta per sempre, ma suppone ed esige una corrispondenza sempre nuova, una fedeltà sempre vigile e atenta ai voleri divini. Il rinnovamento del patto, in talune svolte cruciali della storia d´Israele (Josuè a Sichen Js 8,30-35; Davide con gli Anziani, in seguito ad une promessa divina: 2Sam 5,3; Salomone in occasione della consacrazione del Tempio: 1Re 8,14ss; con Giosia, 2Re 23,1 e finalmente la lettura solenne di Esdra, Neem 8), acquista una sempre maggiore interiorizzazione e espirtualizzazione, sempre però in dipendenza dell´Alleanza del Sinai, alla quase si richiama ogni legislatore successivo.

La Riflessione profetica

I profeti per conservare sempre viva la dottrina dell´Alleanza nello spirito dei loro contemporanei, sviluppano aspetti nuovi che la tradizione antica conteneva solo allo stato virtuale. Jhavè è come un padre che ama e guida il suo bambino (Os 11,1-4); è come una madre che non abbandona il frutto del suo seno (Is 49,14-16); {e come un pastore che há cura delle sue pecore ed è pronto ad ogni fatica (Ex 34, 11-31). Osea há paragonato Jahvè a uno sposo il cui amore è così forte da ricondurre a sé la sposa infedele (Os 2,16-22). Queste immagini fanno apparire l´Alleanza soprattutto come un rapporto di amore (Ez 16,6-14); amore preveniente e gratuito di Dio che domanda in cambio un amore che si traduce in obbedienza.

 

2º Verso una nuova Alleanza

I profeti non hanno soltanto approfondito la dottrina dell`Alleanza, ma hanno presentato, un una visione d´insieme, tutto il dramma del popolo eletto. A motivo della infedeltà, il patto à stato rotto (Jr 31,32). L`Alleanza peró è, prima di tutto, opera di Dio, e di un Dio fedele misericordioso: di Dio che è amore. Geremia per primo annuncia che una nuova economia supererà nettamente quella del Sinai (Jr 31,33). Ez (34-36; 55,3-5). Lv 26,12.

 

II. La Nuova ed eterna Alleanza

p. 157

La speranza d´Israel doveva compiersi nel Cristo. L´Alleanza sinaitica non costituiva che un abbozzo. La vera, definitiva, perfetta Alleanza doveva conludersi nel sangue di Gesù Cristo versato sulla croce (Mt 26,28; Hb 9,15-28).

Nel Cristo il mistero dell´Alleanza di Dio con gli uomini acquista una profondità e una intimità che nella legge antica a stento si lascia intravedere. Lo sposalizio di Dio con l´umanità si realizza nell´essere stesso Di Gesù Cristo; in Gesù, che è diventato il capo dell´umanità riscattata. Solidade con l´uomo fino a sposarne il suo detino, fino alla morte, Cristo si pone come l´eterno mediatore per dare all´uomo la possibilità di partecipare alla vita divina che Egli possiede nella pienezza.

Il mistero dell´Alleanza entra nella storia in maniera imperfetta e raggiunge la sua perfezione ontologica nel mistero di Cristo. Nella Chiesa, da Lui fondata, continuerà il suo cammino verso la consumazione totale.

 

a) Cristo mediatore della nuova Alleanza

 

Il fatto antico, anche nella sua forma di gloria, viene indicato come qualcosa di transitorio, destinato a cesaere, ad estinguersi (2Co 3,10), mentre il nujovo è qualcosa che rimane. È vero che Jahvé aveva stretto col popolo antico un patto “eternoe” (berît olam: Gn 17,7; 9,16; Ex 31,16); ma l´- espressione olam col suo genetivo costrutto – come del resto quase quase sempre nella bibbia – non significa null´altro  he tempo lontanissimo. L trnasitorietà dell´antico patto è dovuta, secondo san Paolo, alla transitorietà della legge. Il nuhjovo non è un patto fondato suolla “letterea”, ma sulla “Spirito”. Il suo tempo è lagato allo Spirito.

A realizzare qusta nuova economia di salvezza è venuto il Cristo. Agli è in se stesso la nuova Allenaza. Per questo è salutato come il nuovo tempio (Jo 1,14), il Giusto ,il Santo, il Servo di Jahè. La missione di Gesú è essenzialmente di redenzione. L´Angelo inviato a Giuseppe gli dirà di imprre il nome “Gesù” al bambino: “perché salverà il suo pop9lo daí suoi peccati” (Mt 1,21)

Zacaria lo vede come redentore del suo popolo: Lc 1,78

Lo stesso Gesù ci viverlerà i movente priincipale della sua venuta: Mt 9,13; Mc 2,17; Lc 5,32

San Pietro lo chama: Principe e Salvatore cf.At 5,31; 1Pd 1,19-20

La stessa ragione dell venuta di Gesù: la redenzione. 1Jo 4,9; 3,16-17; ITm 1,15; 2Co 5,21.

Dispozione intima della l´anima di Gesù: He 10,5-7

Per comopiere l´opera che gli era affidata dal Padre, Gesù si incammina, fin dal primo istante della sua esiteza di Uomo-dio, verso la croce. è questo il passaggio necxessario per realizzare la salvezza. Volle però che il suo sacrifico, mentre sigillava la nuova Alleanza nel suo sangue, fose sempre rinnovato, fino alla consumazione di secoli. La ser a prioma della

 

b) Dimensioni della nuova Alleanza

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Sul Sinai Mosè aveva immolato dell evittime e versato il loro sangue sull´altare e sul popolo, siboleggiando così l´uonio che si operva. Ora, è con il sangue di Cristo, immolato ion sacrificio perfetto di espiazione, che il patto è sigillato; e tale è la pr=erfezione di questo sacrificio, che basta a stabilire per sempre la pù meravigliosa Alleanza.

É dunque in funzione di Cristo morto e risuscitato che gli uomini potranno entrare en contatto com dio e partecipare alla nuova Alleanza. Essa consiste essenzialmente nell´entrare in amicizia con dio e nel vivere sul ritmo di questa carità. Per la reaizzazione di questa carità d´à, oltre l´esempoio di Cristo, anche un dono spirituale, anzi lo stesso Spirito.

...161 In rapporto al mistero del Cristo l´Alleanza del Sinai non è da considerarsi come mezzo o passaggio, ma piuttosto come un abbozzo che contiene già ion sé il mistero di Cristo.  L´Alleanza stretta con Abramo, rinsaldata con Mosè, portata a compimento nella persona stessa dell´uomo Dio, non è un fatto che viene superato dalla storia di un popolo, ma per la presenza di Dio é una realtà permanente[JZ1] . E affinché questa realtà del´unione tra la creatura e il Cratore fosse d´ora in poi sempre presente in un gesto rituale, Gesù há comandato ai discepoli di “rinnovare il suo gesto in sua memoria”; e san Paolo há agginto: “finché Egli venga[H2] ”.

 

 

172  -  V. Momento esistenziale dell´Alleanza

 

Come Mosè è portatore di un messaggio, dopo l´incontro avuto con Dio sul monte Sinai, così il cristiano che assiste ai misteri della divina Liturgia si fa portatore della Parola di vita (Fl 2,15-16). Il mistero celebrato vuole afferrare la vita del cristiano per trasformala, per plasmarla nella misura in cui egli è aperto al messaggio ascoltato. Esso vuole attualizzarsi nell´intimo santuario del cuore fedele e prolungarsi nella trama capillare della sua vita.

Secondo la storia, gli avvenimenti si compiono una volta sola, mente nel senso spirituale si realizzano agni giorno (nota70: Ch.Mohman, Pascha, passio, transitus, Ephemerides Liturgicae 66(1952) 37-52). Pascal scrivendo a Mlle. Roannez, dice: “Tutto ciò che avviene alla Chiesa avviene anche a ciascun cristiano in particolare”. È questo un principio che si applica ad agni avvenimento della Scrittura. Esso vale maggiormente per quelle fasi della storia della salvezza che devono risuonare con accento nuovo e profondo nella vita morale di chi ascolta la voce di Jahvé.

In tal modo l´Alleanza, con la sua tematica essenziale, si presenta all´uomo moderno come un messaggio che conserva per lui tutto il suo valore (nota 71: M.Magrassi. Interpretazione cristiana e liturgica della Bibbia, in questo stesso volume.)

 

a)  La risposta dell´uomo.

 

Dio, nella realizzazione del piano della salvezza, há sempre rispettato la libertà dell´uomo. La stessa Alleanza ricca di promesse è condizionata alla risposta del popolo eletto. Mosè presenta la legge e comunica le condizioni dell´Alleanza e il popolo si impegna liberamente a rispettarle: “Noi osserveremo tutto quello che Jahvé há ordinato”. Quest´attitudine nell´accogliere la parola di Dio e nell´impegnarsi ad osservala, è evidentemente essenziale a chiunque vuole entrare nel piano della salvezza e assecondare il desiderio di Dio.

Nella Liturgia, come il luogo priveligiato dell´incontro tra Dio e la creatura, la Chiesa annuncia nuovamente il messaggio di salvezza, che si presenta carico dell´opera di Cristo. Tutti sono invitati a prendere coscienza di questo nuovo dono del Padre, che supera immensamente la prima Alleanza ed a rispondere con la fede e l´umiltà, come Abramo. Dio, per mezzo della Chiesa, pone la nuova Allenza davanti all´uomo moderno. Senza dubbio da parte di Dio è un dono gratuito; ma esso porta frutti soltanto in colui che l´accoglie vitalmente nella sincerità del suo cuore.

Nella proclamazione della Parole di Dio, la prima risposta deve essere un´azione di grazie. Il ricordo che fa la Liturgia delle meraviglie operate da Dio, e specialmente dei misteri di Cristo, postulano direttamente un´azione di grazie. La fede nella salvezza operata da Cristo esige che si riconosca questo dono meraviglioso, e che ci si mostri grati:    “Tutto ciò avviene per noi, affinché la grazia moltiplicandosi faccia abbondare il ringraziamento nel cuore di un maggior mumero, a gloria di Dio” (2Co 4,15).

 

b)  L´incontro con Dio

 

L´incontro del popolo eletto col suo Dio è avvenuto in un´atmosfera terrifcante (Ex 19,16-19). Tanto era spaventosa questa scena che Mosè disse: “Sono sbigottito e tremante”. Ad un ´Alleanza d´ordine terrestre, sensibile, palpabile, sarà opposta una Alleanza celeste, percepibile solo nella fede:

“Vi siete, invece, accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, ...” (Hb 12,22-24)

IL nuovo Sinai al quale il cristiano si avvicina, partecipando ai misteri liturgici, è il cielo, dove penetra con la sua fede; in questo incontro si impegna ad una nuova Allenza, ad una nuova legge, sigillata con un nuovo sangue d´aspersione e data per mezzo di un nuovo mediatore, Gesù Cristo. Questa nuova legge, come era stato predetto da Geremia (31,31-34), sarà scritta nel cuore e nell`intelligenza di ciascun membro del nuovo popolo di Jahvé. Dio interverrà direttamente nel profondo di ogni cuore per operare una purificazione dal peccato ed essere luce all´intelligenza e forza alla volontá. Tutto questo avviene nell ambito della Liturgia e per opera del contatto col sacrificio di Cristo comunicato a noi attraverso i sacramenti.

Sono queste le prospettive che rendono la Bibbia e la Lilturgia valide ed estremamente attuali.

‘         “Il texto respira -  diveva P.Claudel – per la presenza di un interlocutore. Quando partecipo alla liturgia, mi incontro con una persona viva: Cristo, nuovo Mediatore. In tal modo la Parola nella Chiesa resta “sermo vivus ed efficax”. È necessario comprendere la forza intima ed appropriata di queste due parole”. (Interroge l´Apocalypse, Paris 1943, 305.

L´umanità di Cristo diventa il nuovo tabernacolo, la tenda dell´incontro, la Shekinah dell´uomo con Dio. Jahvé si rivela al suo cuore e l´uomo percepisce il piano di Dio e la sua perenne attualità. Tutto però deve trovare nell´uomo interiore il suo adempimento e tradursi in una esperienza concreta di vita.

“applica intus auditum; - dice san Bernardo (De convers.II.4) – reflecte oculos cordis; et proprio disces experimento quid agitur”

 

VI -  Consumazione escatologica dell´Alleanza.

 

Le alleanze di cui abbiamo cercato di illuminare i momenti e il significato teologico, hanno tutte una prospettiva proiettata nel futuro, un´apertura verso il tempo escatologico.

La Liturgia, e in paricolare quella eucaristica, há reso presente ed attiva, in mezzo al popolo, l´Alleanza eterna, messa in tal modo alla portata di tutti. È indiscussa la superiorità della nuova Alleanza sull´antica. D´ora innanzi coloro che credono in Cristo, accogliendo il suo messaggio, sono in pace con Dio e partecipano al dono dello Spirito di Cristo, legame intimo della nuova legge. Resta davanti a noi la realtà quodidiana, la nostra storia giornaliera che deve esserre vissuta con lo sgardo in alto, sempre nell´attesa del giorno in cui vedremo Dio faccia a faccia:

“Carisimmi, già adesso siamo figli di Dio, e tuttavia non è ancora stato mostrato quello che saremo: ma sappiamo che quando ciò verrà manifestato, saremo simili a Lui perché lo vedremo quale Egli è” (1Jo 3,2).

 

Si capisce allora come nel tempo della parusia, l´Allenza assumerà tutto il suo significato. Fin dalla vocazione di Abramo, Dio aveva manifestato il suo disegno universale di salvezza, di benedire tutte le famiglie della terra. Verà l´ora in cui tutti coloro che hanno creduto nel Figlio di Dio entreranno dell´adorabile intimità col Padre. Ciò che fin d´ora incomincia, sotto i veli del mistero, sará portato a termine da Cristo e dalla sua Chiesa. È quello che le ultime pagine dell´Apocalisse si sforzano di evocare:

‘”Alleluia. Il Signore Iddio nostro, l´Onnipotente, há stabilito il suo regno. Rallegriamoci ed esultiamo. Damogli gloria perchè sono giunte le nozze dell Agnello: e la sua Sposa s´è già preparata, e le è sato dato di vestirsi di  splendido e puro bisso..E l´Angelo mi disse: “Scrivi: Beati che sono invitati al banchetto nuziale dell´Agnello” (Ap 19,6-9).

 

Sarà questa l´eterna Alleanza: partecipare alla vita trinitaria con tutta la Chiesa, nuovo popolo di Dio.

Prima di quel momento vi saranno delle prove; lo Sposo è passato attraverso la morte, e l´Agnello immolato è vincitore; la Sposa há dovuto “lavare le sue vesti e imbiancarle nel sangue dell´Agnello” (Ap 7, 14); ma tutto questo conduce alla beatitudine:

“Allora vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, che scendeva del cielo, da presso Dio, pronta come sposa, abbigliata per il suo sposo. E udii venire dal trono una gran voce che dieva: “Ecco il tabernacolo di Dio tra gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno il suo popolo e Dio stesso dimorerà con gli uomini! (Ap 21,2-7).

* Le Jour de l´Alliance (Reciprocidade)

cf.Jean Gaillard, La Théologie du Dimanche, LMD n.83(1965) p.29-30

cita J.M.R.Tillard, Le Dimanche, jour d´Alliance, dans Sciences ecclésiastiques (Montréal) 16 (1964)p.226. “Jour du Seigneur et Jour de l´Eglise pérégrinante. Ce qui permet la fusion des deux éléments, c’est la notion d´alliance, ou plutôt la réalité de l´alliance: le dimanche jour d´alliance, - c´est le titre de l´article – le jour oú se conclut, et s´actualise indéfiniment, au long du temps de l´Eglise, la nouvelle et définitive alliance entre Dieu et les hommes.

Dans le Dessein divin du salut, en effet, “tout s´accomplit en Alliance”. Dieu a lié à ce point son initiative et notre réponse, sa grâce et notre salut, que toutes les réalités de l´ordre surnaturel, événements et institutions, sont  “nécessairement ambivalentes”: elles comportent un mouvement  descendant, une action de Dieu, toujours première, et un mouvement ascendant, une réponse  humaine à l´initiative divine, suscitée par elle et librement donnée. Dans le sacrifice pascal de Jèsus, c´est Dieu qui sauve l´humanité, mais in ne le fait que moyennat l´engagement humain, totalement libre, de Jésus. comme le culte chrétien ne tient sa réalité que de son insertion dans cet acte pascal du Christ Jésus, la valeur d´alliance y joue à plein. Tout acte crétien de culte est un mouvement ascendant d´adoration, de louange et d´action de grâces, et il enveloppe un don de l´amour du Père, une condescendance miséridordieuse: Dieu, par lui, donne sa grâce. Tout acte de culte est un “mystère” d´Alliance.

 

* Jean Danielou sj  Sacrements et Histoire du Salut; dans Parole de Dieu et Liturgie, Congrès Liturgique de Strabourg, Ed.Cerf. 1958 p.51

« La liturgie est à la fois parole et action, logos kai ergon  la Bible est à la foi un livre et une histoire. C`est le second aspect que nous avons à traiter. Il concerne proprement la realation entre les es actions qui constituent l`histoire sainte dans l`Ancienne Alliance et les actions que sont les sacrements.

Nous avons d`abord à rappeler le fait : la tradition liturgique établit continuellement des analogies entre les actions et les oeuvres de Dieu dans l’Ancienne Alliance et la Nouvelle.

p.58  L`essentiel est en effet l’analogie théologique. Or celle-ci apparaît dans d’autres thèmes bibliques que la tradition met en rapport avec le bapteme et l’eucharistie. Ainsi en est–il de l`Alliance. Grégoire de Nazianze écrit formellement : « Il faut appeler la grâce du baptême une alliance (diatheke) » (Or.Bapt.8). L`Alliance est l`acte par lequel Dieu s`engage à établir entre l`homme et lui  une communauté de vie, de façon irrévocable. Le Christ réalise l`Alliance nouvelle et éternelle en unissant en lui ä jamais la nature divine et la na nature humain en sorte qu’elles ne soient jamais séparées. Nous n’oublierons pas est un de ses noms pour le christianisme primitif, d’après Isaïe : Je t`ai fait : Alliance des peuples .

Or le Baptême est entré dans cette alliance. C`est le baptême lui-même qui la constitue, par l`engagement de Dieu et celui ce l`homme.

 

 

*Orações

Concedei-nos a graça de participar constantemente da Eucaristia, pois todas as vezes que celebramos este sacrifício, torna-se presente a nossa redenção. 1ª sem TC

 

Criastes o pão e o vinho para alimento de nossa fraqueza, concedei que se tornem para nós sacramento da vida eterna. s/oferta 5a sem.

 

Deus, prometestes permanecer nos corações sinceros e retos, dai-nos por vossa graça, viver de tal modo que possais habitar em nós. or.6a sem.

 

Dai-nos proclamar a nossa fé não somente com palavras, mas, também na verdade de nossas ações, para que mereçamos entrar no reino dos céus. após com. id.

 

...Socorro da vossa graça para que possamos querer e agir conforme a vossa vontade, seguindo os vossos mandamentos. orac. 11 sem.

 

esta comunhão na Eucaristia prefigura a união dos fieis no vosso amor; fazei que realize também a comunhão na vossa igreja. após com. 11 sem.

 

frutos dos sacramentos/ frutos que permanecem : pós com 13 sem.

 

Senhor nosso Deus, dai-nos por toda a vida a graça de vos amar e temer, pois nunca cessais de conduzir os qoue firmais no vosso amor. 12 sem.

 

..Possamos se purificados pela oferenda que vos consagramos; que ela nos leve cada vez mais, a viver a vida do vosso reino (já) 14 sem.

 

..para que repletos de fé, esperança e caridade, guardemos fielmente os vossos mandamentos. 16 sem.

 

..levastes à plenitude os sacrifícios da Antiga Aliança. ofert 16 sem.

 

..usar os bens que passam ..que possamos abraçar (permanecer) os que não passam or.17 sem.

 

...este sacramento memorial permanente da paixão de vosso Filhos. pós com 17 sem.

 

.. restaurando a criação e conservando-a restaurada. 18 sem.

 

Deus que preparastes para quem vos ama bens que nossos olhos não podem ver, acendei em nossos corações a chama da caridade, para que, amando-vos em tudo e acima de tudo, corramos ao encontro das vossas promessas que superam todo desejo. 20 sem.

 

Ó Deus que unís os corações dos vossos fieis num só desejo, daí ao vosso povo amar o que ordenais e esperar o  que prometeis para que instabilidade deste mundo, fixemos os nossos corações onde se encontram as verdadeiras alegrias. or.21 sem.

 

Ó Deus criador de todas as coisas, volvei para nós o vosso olhar e, para sentirmos em nós a ação de vosso amor, fazei que vos sirvamos de todo coração. 24 or.tc.

 

Ó Pai, que resumistes toda a lei no amor a Deus e ao próximo, fazei que, observando o vosso mandamento, consigamos chegar um dia 1a vida eterna. 25 or tc.

 

Acolhei ó Deus, nós vos pedimos, as oferendas do vosso povo, para que possamos conseguir por este sacramento o que proclamamos pela fé. or.ofert. id.

 

Deus eterno e todo-poderoso, aumentai em nós a fé, a esperança e a caridade e daí-nos amar o que ordenais para conseguirmos o que prometeis. or. 30 tc

 

Ó Deus, que os vossos sacramentos produzam em nós o que significam,  a fim de que, um dia, entremos em plena posse do mistério que agora celebramos. após com.id. (ut quae nunc specie gerimus, rerum veritate capiamus). após com. id.

 

Deus de poder e misericórdia, que concedeis aos vossos filhos a graça de vos servir como devem, fazei qu corramos livremente ao encontro das vossas promessas. or. 31

 

Senhor nosso Deus, fazei que a nossa alegria consista em vos servir de todo coração, pois só tereos felicidade completa servindo a vós, o nosso Criador or.33

 

Acolhei ó Deus, estes dons que nos mandastges consagrar em vossa honra e para que nos tornem agradáveis aos vossos olhos, daí-nos guardar sempre os vossos mandamentos. 34 ofert.

 


[JZ1] cf. Augusto Bergamini, Cristo Festa da Igreja, O Ano Litúrgico, Ed. Paulinas,1994

p.52 “ O Mistério deve ser considerado na sua profunda unidade e totalidade e também na sua tensão escatológica. A criação não é uma premissa, mas o primeiro ato da história da salvação; o Antigo Testamento não é uma simples preparação histórica da encarnação do Filho de Deus, mas já é a economia salvífica, embora ainda não defintiva, que desemboca no Verbo encarnado (cf. Jo8,56; 1Cor f10,4). Antes que a sua missão histórica se manifestasse em plena luz, Cristo operava secretamente no curso dos séculos precedentes. Nele e por ele, Deus falava a Israel, constituía-o como seu povo, antecipando o evento que consumaria aa salvação. O Novo Testamento não é um outro testamento, mas o testamento que realiza o Antigo, como momento novo, no único e eterno testamento ou aliança com que Deus se comunica com os homens em e através do seu Cristo”.

Verificar afirmações semelhantes na Introdução ao Novo Testamento Judaico.

 
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